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“La diversità è ricchezza.” La leggenda della fondazione alla base del nuovo spot su Pollina

Mare e cielo: sovrasta su una rocca e domina il mare. Impossibile non innamorarsi dei vicoli di Pollina, dopo tutto, leggenda vuole che il paese stesso sia nata da un amore: quello sorto dalla “fuitina” tra un arabo (Ayub) e una normanna (Polina).
Ed è proprio la voce di Donna Polina a raccontare la sua terra nello spot diretto da Alessandro Di Giugno, che sottolinea quanto la “diversità sia ricchezza” e che evidenzia alcuni contrasti netti, come il bianco della manna, unicità e presidio slow food tipico della zona, e il nero dei ricci del mar Tirreno. Ma è il contrasto mare – cielo, che diventa anche il claim del progetto turistico territoriale, a sintetizzare tutto il fascino di una biodiversità naturale incredibilmente marcata in Sicilia e apprezzata dai turisti, per la quale Pollina si candida a perfetta icona, con il mare della frazione di Finale ed il cielo del promontorio di Pollina.
“Mare” che vuol dire anche profumi, cibo e divertimento estivo, e “cielo” che si connota di significati profondi – specie a Pollina – grazie a un museo dedicato all’astronomo Maurolico. Ma “cielo” anche come dimensione sacra, con il sorprendente patrimonio artistico religioso: su tutti, le tante opere del Gagini disseminate nelle chiese del borgo.
Anche grazie alla recente riapertura del villaggio turistico, ai rinomati camping, agriturismi, Pollina è una meta turistica in forte ascesa, che sfrutta bene la collocazione sulla costa – fra Cefalù e Tusa- della località marina di Finale. Posizione strategica ma anche significati e valori propri, in un continuo gioco tra presunti “opposti” ribaditi nello spot prodotto dall’associazione culturale “P3” (beninteso, in omaggio a Giuseppe Pitrè, il grande antropologo siciliano) attraverso immagini di paesaggi e scorci mozzafiato. Terra di arabi e normanni, terra ricca di tradizione eppure aperta alla contaminazione contemporanea (si veda l’interessante programmazione estiva), Pollina si candida – legittimata dalla propria storia ed in controtendenza alle politiche attuali-  ad “accogliere”.

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